Project Description

Porta Alchemica – Rivodutri

La porta alchemica, detta pure porta ermetica, o portone di Nicolò, è un monumentale arco secentesco, in pietra calcarea, situato nel borgo di Rivodutri (provincia di Rieti) in via Umberto I. Fungeva da accesso principale del gentilizio palazzo barocco Camiciotti, agiata famiglia di amministratori dei beni pubblici ed ecclesiastici. La porta è decorata con sculture esoteriche, cabalistiche e alchemiche di non facile interpretazione. Tuttora la porta è aperta su un giardino, dato che la costruzione non è più esistente.

I rivodutrani la chiamano sempre il portone di Nicolò, poiché questa nobile casata, di origine siciliana, possedette l’edificio dal 1757, anno in cui lo ereditarono da don Bernardino Camiciotti, fino al 1874, quando fu ceduto al comune che lo adibì a istituto scolastico e ad abitazione per i dipendenti dell’ente.

Il palazzetto con l’inusuale ingresso fu, però, fatto costruire dai Camiciotti alla fine del secolo XVI, e le decorazioni vennero eseguite secondo i loro desideri da un ignoto scultore, assistito da un altrettanto anonimo alchimista: in quel periodo vari aristocratici cercavano di apprendere le conoscenze esoteriche, come capitò a Roma al marchese Massimiliano Palombara, committente della famosa porta magica nella sua villa, e assiduo frequentatore di palazzo Riario, dimora della regina Cristina di Svezia che vi fece allestire un frequentato laboratorio.

La porta deve essere sempre analizzata e osservata attentamente e soltanto il soggetto possessore delle opportune cognizioni e dell’adeguata chiave potrà comprendere e palesare il suo ermetismo.

Nella base del battente destro compare la frase QUID HOC FORTIUS con le quattro linee rette allusive ai quattro elementi. Nella porta di Rivodutri è stato individuato anche l’emblema del dio Ermes, primo ricercatore della pietra filosofale.

Altre figure o scritte rilevanti sono: LA NAVICELLA CHE ATTRAVERSA IL MARE, L’ALBERO CON I FRUTTI, EX TUA MEA LUX – EX MEA TUA, TOT MIHI SUNT VIRES, REX E REGINA. Abbastanza comuni nella simbologia cristiana, nondimeno, dato che la maggior parte degli alchimisti implorava il sostegno di Dio per l’esito soddisfacente dei propri esperimenti.

La porta, diversamente da quella di Roma, contiene il concetto simbolico della PALMA, evocativo di affermazione, elevazione, rinnovo, vita eterna, equilibrio e fascino. La palma di dattero tutela l’amore, le arti della danza e della musica.